Quando ho letto di una mostra di pittura di Fabio Pellizotti, all’interno della rassegna “Castenaso città latente”, poiché lui è un assiduo frequentatore del gruppo Fiab e ho avuto modo di conoscerlo, ho pensato che potesse essere interessante collaborare con l’immagine e mettere a disposizione i miei sax. Ebbene sì, due sax, il soprano e il contralto, per provare a dare ‘voce’ alla rappresentazione grafica.

Così ho sottoposto la proposta a Fabio e ne è nata subito una collaborazione fruttuosa.

Al che bisognava riprendere lo, e gli strumenti, e mettersi a studiare. Il tempo è tiranno, non si riesce più a studiare quanto si vorrebbe, ma era doveroso riaprire il leggio e gli spartiti, perché c’era un concerto all’orizzonte.

Così, si rimontano i sax con i gesti sempre uguali di decenni passati e si riprendono i brani scelti e se ne aggiungono di nuovi. Per la mostra era bello pensare di valorizzare con le musiche del passato i viandanti che sarebbero arrivati dal loro percorso nella natura e accoglierli con qualcosa di allegro, che avesse potuto dare loro il benvenuto e allora Bach ci offre la possibilità di suonare Badinerie, una danza dal sapore allegro, suonata proprio fuori dalla scuola di Marano, dove poco dopo sarebbero entrati per ammirare le composizioni grafiche.

Quindi, una volta dentro, ho posato il sax soprano e ho preso il contralto e per cominciare a festeggiare, “ballando” lungo gli angoli della stanza, con le diverse danze bachiane della Suite n. 1 di J. S. Bach per violoncello, trascritta per saxofono. Il Preludio, l’Allemanda, la Corrente, la Sarabanda, i Minuetti e la Giga  scorrono fra gli applausi e l’interessamento dei presenti mentre osservavo l’artista dare spiegazioni sulle proprie opere. Io mi muovo per la sala, per dare risalto ai diversi quadri appesi, perché l’occhio su  di me sarà anche l’occhio al quadro verso il quale mi avvicinerò. Poi, accanto a Rossini e sua moglie, realizzati con chiavi di violino e di soprano, ho riproposto un estratto trascritto in fretta dalla partitura orchestrale della Semiramide che, suonato in un torrido pomeriggio a velocità sempre più disarmante e in un crescendo sempre più rossiniano,  ho sostenuto per cercare di rendere da sola l’effetto di un orchestra.

Dopo qualche istante per riprendersi, ci siamo spostati tutti alla sala dei dipinti in cui, ripreso il giusto fiato e riscaldato nuovamente il sax soprano, davanti a Castenaso di oggi e di ieri, con i suoi sguardi sui campi e sui colori che le stagioni dipingono, ho intonato un Adios Noniño in solitaria, provando a rendere il senso della fisarmonica argentina in una piccola sala con un nugolo di presenti.

La sensazione che il tempo si fermi ogni volta che si suonano queste frasi lunghe dalle note tenute ha saputo tenere in un ammutolito silenzio gli spettatori fino a che l’ultima nota si è spenta e ne sono rimasti  timidi echi.

Della pittura e della grafica mi rimane un dipinto del pozzo della chiesa di Rossini, gentilmente regalatomi da Fabio e il ricordo del mio primo concerto a Castenaso, da romana felicemente trasferitami, davanti a un gruppo di persone appassionate di bicicletta, come, d’altronde, sono anche io.

M°Marconi Dott.ssa Viviana

Musicista, scrittrice.. ciclista

viviana.marconi@gmail.com      

Hall Saxophone Quartet  / KORADAN


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